venerdì, Giugno 21, 2024
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Indagine ADICO: Rincari, guerra e Covid frenano la Pasqua (e la Pasquetta) dei mestrini

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Niente vacanze, pranzo domenicale e gita fuori porta per oltre metà delle famiglie. Garofolini: “incertezza e problemi economici regnano sovrani. In molti decideranno last minute”

MESTRE – Vacanze? No, non è proprio periodo. Gita fuori porta? Difficile, si deciderà all’ultimo momento. E il pranzo di domenica 17 aprile? Preferibilmente a casa, se si fa. Insomma, mala tempora currunt, come direbbero i latini. E in effetti la situazione è sotto gli occhi di tutti. Così, la Pasqua e la Pasquetta dei mestrini si annuncia tutt’altro che entusiasmante e il motivo principale è legato ai rincari e all’incertezza provocata dalla guerra in Ucraina oltre al Covid che comunque ora fa meno paura di prima.  

L’INDAGINE. Il trend e le prospettive per le prossime festività emergono da un questionario che Adico ha inviato una decina di giorni fa ai propri iscritti e che ha coinvolto circa 200 persone (198 per la precisione). I risultati dell’indagine – che non ha pretese statistiche ma che indica una tendenza ben definita – sono inequivocabili. Anche nel 2022, come successo nel 2020 e nel 2021 in piena pandemia, le famiglie mestrine non faranno follie per il periodo pasquale anche se le motivazioni sono diverse rispetto agli anni precedenti. In pratica, con differenti percentuali, oltre metà delle famiglie mestrine non ha organizzato nulla per quanto concerne vacanze, pranzo pasquale e gita fuori porta per il lunedì di Pasquetta.  

VACANZE. Ma partiamo dal principio. Quanti mestrini andranno in vacanza qualche giorno per Pasqua e Pasquetta? Poco più di una su dieci, precisamente l’11,9% del campione, e il motivo principale, come si evince dalle domande successive, è prettamente economico e, per lo più, legato ai rincari, bollette in primis. Di contro, l’80% dei soci coinvolti non ha organizzato vacanze mentre il restante 9,1% non ha ancora deciso.  

PRANZO. Per quanto riguarda il pranzo, solo il 45% dei mestrini ha già deciso di imbastirlo mentre un terzo degli “intervistati” ha proprio scelto di saltarlo, anche in questo caso soprattutto per motivi economici. Il 22,6% dei mestrini, invece, deciderà più avanti e si organizzerà all’ultimo minuto. Comunque, sempre in linea con i problemi di portafoglio, fra chi ha organizzato il pranzo l’80% lo “allestirà” a casa e solo una piccola parte andrà in ristorante (13,2%) o in agriturismo (2,6%).  

GITA DI PASQUETTA. E la gita fuori porta di Pasquetta? Beh, anche in questo caso non si prevedono programmi mirabolanti: più della metà del campione (53%) non farà nulla, un terzo non ha ancora scelto come e se muoversi mentre solo il 13% ha già pianificato la gita più che altro in campagna (45,5%) o in montagna (18,2%). Meno attrattive le città d’arte scelte dal 9,1% degli “intervistati”.  

PREOCCUPAZIONI. Come ultima domanda, abbiamo chiesto quale sia la più grande preoccupazione di questo periodo. La guerra in Ucraina (34%) e i rincari in generale (31%) dominano la speciale classifica, anche se un mestrino su cinque concentra i propri timori su un solo tipo di rincaro, quello delle bollette di luce e gas. Fra le voci elencate, e per le quali era prevista una sola possibilità di risposta, troviamo il Covid (11%), le imposte (7,1%), le cartelle esattoriali (3,6%) e il lavoro (3,4%). 

INCERTEZZA. “In questo periodo domina l’incertezza e i problemi economici legati soprattutto ai rincari ne sono la principale causa – commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico -. Così anche questa non sarà una Pasqua indimenticabile per molti mestrini in linea con i tempi difficili che stiamo vivendo. I risultati dell’indagine non ci sorprendono ma ci preoccupano. Notiamo in particolare che pochissime persone passeranno qualche giorno di vacanza fuori città. Una volta, lo ricordiamo, il periodo pasquale era invece utilizzato per “staccare”, e in molti lo sfruttavano per l’ormai leggendaria settimana bianca. Ci sono persone che avevano prenotato mesi fa un viaggio e che lo hanno disdetto di fronte alla bolletta del gas. Dopo due anni di pandemia, si sperava in una svolta. Invece rincari e guerra hanno creato una situazione di stallo simile a quella provocata dalla pandemia”.      

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