venerdì, Luglio 19, 2024
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Baby gang a Mestre: diciottenne mestrino arrestato in esecuzione di una misura cautelare

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MESTRE – I Carabinieri di Mestre hanno tratto in arresto su Ordinanza di applicazione della Misura Cautelare di “Collocamento in comunità”  per il reato di violazione di domicilio e furto un giovane mestrino V. M., già noto alle Forze dell’Ordine come membro attivo della c.d. “baby gang” che ha imperversato in città e terraferma dal 2019. Il giovane, che all’epoca dei fatti era minorenne, a buon ragione può vantare “conoscenze” nelle varie forze di polizia, poiché denunciato nel corso di pochi mesi da tutte le divise, compresi Guardia di Finanza e Polizia Locale, per una serie di reati dai più giudicati “minori”, ma che invece sono l’indice dell’indole criminale del soggetto. Si passa dalle Resistenza a Pubblico Ufficiale, alla Ricettazione per poi passare alle lesioni personali, alla rapina ed al danneggiamento aggravato in particolare dal fatto che quest’ultimo atto criminale era in danno di un’auto della Polizia Locale.

La nuova misura è stata emessa dal Tribunale per i Minorenni di Venezia sulla base delle indagini  svolte sotto il coordinamento di quella Procura dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Mestre, dopo che sin dal 2018 erano decine gli episodi di furto denunciati a Mestre, molte volte collegati a violazioni di domicilio. L’oggetto dei furti erano soprattutto bicilette o ciclomotori e le persone offese raggiungono un ragguardevole totale che supera le quindici unità. 

I Carabinieri di Mestre, dopo aver raccolto le numerose segnalazioni e denunce, davano luogo agli opportuni approfondimenti investigativi in esito ai quali oltre a cristallizzare le responsabilità in ordine ai fatti denunciati, acquisivano a carico del giovane ulteriori gravi indizi di colpevolezza in ordine alla commissione di decine e decine di furti, i cui proventi venivano poi traslati in altre attività, tra cui il consumo e lo spaccio di marijuana, sempre nel centro cittadino ed in modalità sodale con il gruppo di giovanissimi già oggetto di attività repressiva degli scorsi mesi.

Per il V. si aprivano quindi le porte della comunità “Casa San Francesco” di Verona, nella speranza di intraprendere finalmente un percorso elettivo per evitare di ripetere gli errori del passato.

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